THE LODGER di Alfred Hitchcock – Martedì 19 novembre, ore 17.30

IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione – Musiche di Rossella Spinosa, prima esecuzione assoluta nella versione per violino e pianoforte

The Lodger: a story of the london fog (1927)
Regia di A. Hitchcock
Martedì 19 novembre, ore 17.30
IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione
Ingresso libero
E’ unanimamente considerato il primo vero film a firma Alfred Hitchcock proprio per la forte suspense, per la densa azione tensiva in esso contenuta che denota – in modo inconfondibile – la firma del Maestro del Brivido. Il film risente altresì dell’influenza del cinema espressionista di Murnau, con un soggetto proposto ad Hitchcock da Michael Balcon il produttore della Gainsborough. Balcon aveva, infatti, ottenuto i diritti per l’adattamento cinematografico di un romanzo del 1913 di Marie Adelaide Lowndes che narrava dei delitti commessi nel 1888 da Jack lo squartatore, nella zona est di Londra, e aveva ottenuto un grande successo. Hitchcock, immediatamente coinvolto da un forte interesse per i delitti del serial killer e per l’atmosfera di paura collettiva che si diffondeva per la città di Londra, decise di mettersi a lavoro per dare vita al film, con una sceneggiatura a cura dello stesso Hitchcock e di Eliot Stannard.
Musiche originali di Rossella Spinosa
prima esecuzione assoluta nella versione per violino e pianoforte
Tania Camargo Guarnieri, violino
Rossella Spinosa, pianoforte
Rossella Spinosa
Si diploma giovanissima in pianoforte, clavicembalo, composizione e, negli stessi anni, si laurea con lode e plauso accademico in Legge e in Musicologia. Rossella suona in alcune delle sale più importanti italiane ed estere come Carnegie Hall di New York, Sala Bartòk Hindemith Foundation, Cohen Studio Theather dell’Università di Cincinnati, Italian Bunka Kaikan di Tokyo, Accademia Liszt di Budapest etc., collaborando con compositori di prestigio (tra i quali, Paolo Castaldi, Luis De Pablo, Ivan Fedele, Giacomo Manzoni, Bernhard Lang, Misato Mochizuchi, Luis Bacalov, etc.) ed eseguendo molte opere nuove a lei stessa dedicate, in Europa, Canada, Stati Uniti, Russia, Sud America, Corea e Giappone. A partire da ottobre 2009 – occasione in cui ha eseguito in prima mondiale la “Baires 1 Suite” per due pianoforti di Luis Bacalov, in duo pianistico con lo stesso Premio Oscar – si è avviata altresì una forma di collaborazione stabile con il compositore argentino, proseguita sino a pochi mesi prima della scomparsa del Maestro. Rossella scrive opere da camera, per orchestra, per la lirica ed il teatro che le sono commissionate ed eseguite da Orchestra da Camera di Lugano, Orchestra da Camera Fiorentina, Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, Kyev Camerata, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Orchestra da Camera “I Solisti Lombardi”, Gruppo di Musica Contemporanea di Lisbona, Dedalo Ensemble, Ensemble Risognanze etc. Sonorizza ad oggi 90 pellicole di Cinema Muto, che registrano grande riscontro di pubblico e di critica, per orchestra sinfonica, per ensemble e per pianoforte solo. Da anni l’ensemble I Solisti Lombardi – formazione esperta nella sonorizzazione del cinema muto – trova in Rossella l’anima propulsiva della propria attività, con l’esecuzione dei suoi numerosi lavori per il cinema muto, con esibizioni prestigiose e di rilievo internazionale. Le musiche di Rossella sono edite dalle case editrici Suvini Zerboni, ArsPublica e Sconfinarte e sono trasmesse da Radio3, Lifegate, Radio Popolare, Circuito Marconi ecc. Incide, infine, come pianista, per AMADEUS, BookStore Teatro alla Scala, AliaMusica Records, Tactus, Archivi del XXI Secolo e Stradivarius. Lavora con Ottavia Piccolo, Moni Ovadia, Paolo Rossi, il Duo Pali&Dispari, Teresa Mannino, in performance live. Nel Dicembre 2013 viene insignita della Medaglia PRO CULTURA HUNGARIA, a firma del Ministro della Cultura ungherese. Rossella è docente presso il Conservatorio “G. Verdi” di Como e presso università e istituzioni, italiane e straniere, per la composizione e per la storia della musica applicata alle immagini. La sua ultima produzione discografica, ovvero il primo cd monografico con sue musiche edito da Stradivarius, dal titolo “Rossella Spinosa: Orchestral and chamber works, vol. 1”, sta riscuotendo unanimi consensi di critica; qui di seguito alcune recensioni:
“Rossella Spinosa è una salamandra o una Donna Selvaggia? Tutte e due, dato che i due tipi di personalità hanno una certa variabilità di accenti e non si possono contrapporre seccamente. E poi il modo in cui la compositrice “entra” nei due personaggi ha la coerenza di una discrezione inquieta…E possiamo immaginare che “La donna che correva coi lupi” ripercorra le ipotesi di Estés di un’istintualità femminile in lotta con i legami sociali patriarcali quando scorre dai duri contrasti piano-archi alla libera divagazione del pianoforte nella parte centrale. In realtà è bene non farsi troppo attirare nella trappola di questi descrittivismi. Spinosa non è affatto il genere di compositrice descrittiva. La parte centrale, meravigliosa, del solo piano nella “Donna”, quasi una “cadenza”, è un movimento mente/corpo di puntillismo fantasioso e di asprezze contenute (come una tentazione di asprezza) di suoni e accordi isolati. E le note tenute e le fasce “statiche” di suoni orchestrali nelle “Salamandre” fanno pensare per un attimo, mettiamo, a Feldman ma poi c’è subito una proiezione verso mondi fantastici molto spaziali. Discrezione inquieta. Mai toni assertivi pesanti. L’inquietudine, serena, persino giocosa, sempre nell’ambito del razionalismo affabile che è la sua filosofia (Mario Gamba, Il Manifesto, 21 luglio 2018).
“La musica “immaginifica” di Rossella Spinosa – Oltre ad aver studiato, tra gli altri, con Azio Corghi, la compositrice e pianista Rossella Spinosa ha avuto come insegnante Luis Bacalov, un nume tutelare per ciò che riguarda la musica per il cinema, senza contare che in termini di attività artistica ha scritto l’accompagnamento per non meno di ottanta film muti del passato. Questi dati ci permettono di capire, volenti o nolenti, che ci troviamo di fronte a un’artista che è affascinata, come ammette ella stessa, dal rapporto che si può venire a creare tra suono e immagine…A questo punto, evitando l’annoso abbinamento musica-cinema, si deve capire che cosa si nasconde dietro il concetto di “immagine”, qualunque essa sia, dalla quale scaturisce la trama creativa di Rossella Spinosa. Da parte mia, ho la sensazione che la compositrice lombarda si richiami a quanto Debussy diceva a proposito delle sue images, a quelle immagini che non erano da definirsi semanticamente tali, ossia a dimensioni visive fissate nel tempo e nello spazio, ma alle emozioni che tali immagini possono produrre, che siano reali o proiezioni del nostro Io, punti, linee, colori, macchie capaci di formare ciò che può essere intuito dal nostro spirito, dalla nostra mente nel momento stesso in cui affiorano e ne avvertiamo la loro presenza. E forse sta anche in ciò la grande passione che la compositrice nutre per il cinema e di come il suono può completare o sovrapporre l’immagine in movimento, musica che è ricerca di movimento nell’ambito temporale così come in quello spaziale…” Andrea Bedetti, Music Voice, 30 luglio 2018.
“Se è innegabile che la presenza femminile tra i compositori del nostro paese è ancora decisamente minoritaria, si può dire che nell’ultimo decennio una generazione di compositrici si sta segnalando con forza, tra mille difficoltà, per qualità e personalità. Lo testimonia bene questa raccolta di opere di Rossella Spinosa. Basta soffermarci sul primo brano “L’albero delle salamandre” (2012) per orchestra che trasmette un forte senso della forma comunque aperta a visioni affascinanti, per capire che dietro c’è un pensiero compositivo profondo. La Spinosa condivide qui con Romitelli l’amore per paesaggi notturni e misteriosi, nello spettralismo, nei tempi sospesi, nelle dinamiche timbriche, disegna isole sonore come approdi esistenziali. In “Genesi 19” (2011) sempre per orchestra, gli archi sviluppano una drammaturgia visiva di grande potenza emotiva. Molto originale il dialogo tra tastiera e quartetto d’archi in “La donna che correva coi lupi” (2010) dove astrattismo formale e aspetto introspettivo si fondono in una magica sospensione del senso. Breve, poetico ed intimo “Ruhig” (2013) per piano solo. Tutto da ascoltare e riascoltare questo cd che ci dice che l’altra metà della musica c’è. E come.” Alfabeta, 6 luglio 2018

Tânia Camargo Guarnieri
Nata a San Paolo del Brasile da una famiglia di artisti (tra i suoi zii ci sono due poeti e un pittore), figlia di M.Camargo Guarnieri, uno dei più importanti compositori del nostro tempo, Tânia Camargo Guarnieri è cresciuta in un ambiente di intellettuali e di artisti e, molto precocemente, ha manifestato grande interesse per la musica e per il violino, basando in seguito la sua formazione sui valori ereditati dal padre: il rispetto per la conoscenza e per l’esperienza, l’onestà verso se stessa e un profondo amore per l’arte. In Brasile ha studiato con Lola Benda, Alberto Jaffé e Jerzy Milewski.
All’età di quattordici anni ha vinto il primo premio nel IV Concorso per Giovani Strumentisti Brasiliani; l’anno dopo ha vinto il Concorso “Nuovi Talenti” ed ha iniziato ad esibirsi regolarmente, sempre accolta con entusiasmo da pubblico e critica. Dopo un suo recital, Caldeira Filho, il più importante critico brasiliano, ha affermato nella sua critica: “Tânia si presenta col piglio di un’artista esperta, cosciente e stabile nella propria personalità: la sua performance è solida e tranquilla. Il suo linguaggio violinistico, per così dire, è oggettivo e di preferenza brillante. Ella possiede spontaneità, potenza nel comunicare e sincerità. Così giovane – 15 anni – il suo talento è un prezioso diamante … Non manca di soggettività e del dono di un meditativo lirismo, come abbiamo potuto costatare nell’esecuzione del secondo movimento della Sonatina di suo padre, il compositore Camargo Guarnieri. (Caldeira Filho – “O Estado de São Paulo”).
L’anno seguente Tânia Camargo Guarnieri è stata considerata Artista-Rivelazione dell’anno dalla Società Paulista dei Critici d’Arte e ha vinto il Concorso Giovani Solisti della Orchestra Sinfonica dello Stato di São Paulo. A diciotto anni di età ha ricevuto una borsa di studio dell’Università di Milwaukee, Wisconsin, dove ha seguito le lezioni di Leonard Sorkin, Gerald Fischerbach e Ralph Evans. Negli Stati Uniti ha vinto il Concorso Delta Omicron e ha ricevuto il Premio al Talento “Leonard Sorkin” dell’Università del Wisconsin. Ha anche studiato viola con Jerry Horner e ha seguito le masterclass di grandi musicisti come Wolfgang Laufer, Josef Gingold, M. Dubinski e Chaim Taub.
Tânia si è esibita in tutto il Brasile in recital individuali, in gruppi da camera e come solista con diverse orchestre, tra cui l’ Orchestra Sinfonica dello Stato di São Paulo, l’ Orchestra Sinfonica di Belo Horizonte, l’ Orchestra Sinfonica della Università di São Paulo, l’ Orchestra Sinfonia Cultura, l’ Orchestra Sinfonica dello Stato di Paraná, l’Orchestra Sinfonica Nazionale, la Orchestra Sinfonica Petrobrás, sotto la guida di importanti direttori come Eleazar de Carvalho, Camargo Guarnieri, Ernst Mahle, Alessandro Sangiorgi, János Ács, Maurice Peress.
Nel 1997 ha registrato a Rio de Janeiro con la pianista Laís de Souza Brasil le Sonate per violino e pianoforte di Camargo Guarnieri, CD distribuito in Sud America, Stati Uniti ed Europa che ha ricevuto eccellenti critiche e che è stato ottimamente accolto dal pubblico; in duo col chitarrista Marco Pisoni ha inciso il CD “Henosis”, con opere di Paganini e trascrizioni di brani di Camargo Guarnieri. Nel 2005 ha registrato dal vivo il concerto “Chamego”, per violino, chitarra ed orchestra, scritto da Jaime Zenamon, insieme col chitarrista polacco Krzysztof Pelech, sotto la direzione di János Ács. Nel 2008 col chitarrista Francesco Biraghi ha registrato il CD “Viaggio a colori” e “Sette Sonate Barroche”, questo in registrazione pubblica. Nel 2016 è uscito il CD “Oblatum”, una raccolta di diverse registrazioni live di concerti con la pianista Araceli Chacon.  Le sei Sonate di Camargo Guarnieri per violino e pianoforte, incise due anni or sono da Larsen e Müllenbach, sono state scoperte con stupore dalla critica europea ed americana, che ha espresso unanime ammirazione: ora appare una nuova versione delle prime tre, nell’esecuzione di Laís de Souza Brasil e Tânia Camargo Guarnieri. Sono concezioni interpretative antitetiche: la prima ruvida e costruita, l’altra ricca di sonorità e mistero, ambedue indispensabili.
Negli anni più recenti, al di là della sua attività in Brasile e in Italia, si è esibita in diversi Paesi, come Israele, Ungheria, Spagna, Francia, Germania e Stati Uniti. Tânia suona su un violino Carlo Bergonzi del 1733.